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Venerdì 15 l’inaugurazione ufficiale della Brezeleria, che resterà aperta anche oltre le festività natalizie 

 

Genova – È tornata ieri, alla birreria Hofbräuhaus di via Gerolamo Boccardo, la Brezeleria, con una grande novità: resterà aperta tutto l’anno. Una volta terminato il periodo di Natale, la casetta in legno nel dehor del locale si trasformerà in un allestimento più moderno, con una finestra direttamente sulla strada. «In questo modo – afferma Alessio Balbi della birreria Hb – si potranno gustare brezel in ogni momento della giornata, proprio come avviene in Germania e in Austria: durante la pausa dal lavoro, dopo la scuola o nel cuore della notte».

Dopo il successo dell’Oktoberfest di settembre, la tradizione teutonica ripercorre le strade della Superba, questa volta sotto le vesti del cibo da strada più tipico: il brezel, pane intrecciato tedesco, preparato in tante e diverse varianti. La Brezeleria della birreria Hofbräuhaus, già attiva durante le scorse vacanze natalizie, è stata la prima ad aprire in Italia, cavalcando l’onda del nuovo modo “stradaiolo” di consumare il cibo. «Il Brezel – aggiunge Alessio Balbi – è uno street food “ante litteram”, che esiste dall’alba dei tempi: noi lo proponiamo sia nell’intramontabile versione classica, sia nelle sue ricette più particolari e interessanti».

Durante la festa d’inaugurazione di venerdì 15 dicembre (ore 18), saranno distribuiti gratuitamente assaggi di brezel che, oltre alla versione consueta, saranno disponibili in cinque varianti: il brezel tirolese con speck, erba cipollina e fresh cream, il brezel pizzato per i vegetariani, il brezel al salmoneil brezel dolce che ricorda un krapfen e il brezel per marinai con burro e acciughe. È inoltre previsto un dj set.

La brezeleria è aperta dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 22 dal lunedì al giovedì, il venerdì dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 4, sabato dalle 12 alle 4 e domenica dalle 12 alle 22.

Il brezel

La sua origine si colloca nei monasteri del sud della Francia e del nord Italia, intorno al 610, dove i monaci producevano, con i resti dell’impasto, delle striscioline che ricordavano le braccia di un monaco incrociate, a mo’ di preghiera. I tre buchi che si formavano, rappresentavano la Santissima Trinità. I monaci li davano come premio ai fanciulli che imparavano a memoria versi e preghiere della Bibbia. Furono chiamati per tal motivo pretiola, ovvero ricompensa, e poi italianizzati come brachiola. In seguito, i pretiola attraversarono le Alpi e in Germania divennero conosciuti come brezel. Prima consumati mezzi crudi, leggenda vuole che divennero tostati grazie a un fornaio che si addormentò sul posto di lavoro. Si dice che fossero augurio di fortuna e dal 1450 entrarono a tutti gli effetti nei menù tedeschi, soprattutto nei giorni di festa.

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Inserito da ogliettigiulio il 12 dicembre 2017

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